L’idea prende spunto da un’iniziativa del Kenia Medical Research, in cui si utilizzano messaggi di testo sul cellulare per raggiungere e dare sostegno agli infermieri che operano in luoghi remoti dell’Africa. I risultati sono stati più che positivi: le indicazioni arrivate agli infermieri via sms sono infatti servite a trattare nel modo corretto il 24 per cento in più dei casi e si sono dimostrate più efficaci ed economici di corsi di aggiornamento o materiale cartaceo. Il sistema sms si potrebbe estendere per dare sostegno psicologico e pratico, alle famiglie con malati da assistere. Spesso la persona che assiste, soprattutto un familiare coinvolto emotivamente, è soggetto a stress che rischia di far crollare la razionalità necessaria per l’accudimento del malato. Ad esempio un bambino con patologie estremamente complesse come l’autismo, necessita di diversi approcci sia psicologici che pratici. Gli sms rappresenterebbero suggerimenti mirati su come rapportarsi correttamente, e orientare a comportamenti idonei e ad una riabilitazione che porti il soggetto alla massima partecipazione nella vita sociale. Si attiverebbe un servizio con elencate varie patologie più o meno gravi , si spunterebbe la malattia e si descriverebbe (inviando via email all’indirizzo specificato) la terapia decisa dal medico. Gli sms avrebbero una ciclicità con indicazioni semplici e comprensibili. Il supporto ha un fine soprattutto psicologico, ma si potrebbe estendere a suggerimenti pratici con l’ausilio di terapeuti professionisti (tenendo conto della terapia già scelta con il medico).
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